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Posted by Pierpaolo Molinengo on agosto - 13 - 2012 1 Comment

Nel 2011 il Pil italiano, pari a 1.580 miliardi di euro, ha registrato un modesto tasso di crescita dello 0,4%, in rallentamento rispetto all’anno precedente (+1,8% nel 2010 rispetto al 2009).
Nei primi tre mesi del 2012 si registra una ulteriore flessione tendenziale dell’1,4%, dopo il calo dello 0,5% nel IV trimestre 2011. Il clima di sfiducia, le misure di austerità fiscale, le sempre maggiori difficoltà di accesso al credito e la debolezza del reddito reale delle famiglie sono elementi che comprimono la domanda interna sia di consumi che di investimenti. Nel 2012, secondo l’Ocse, il Pil italiano si ridurrà dell’1,7% rispetto all’anno precedente; ancora più negative le previsioni formulate da Banca d’Italia (-2,0%) e da Confindustria (-2,4%). In questo contesto il settore delle costruzioni soffre di una crisi durissima e anche il 2012 continua ad essere un anno negativo.

Stime Ance 2012 e previsioni 2013
L’indagine condotta dall’Ance presso le imprese associate nel mese di aprile 2012 ha evidenziato un forte deterioramento del quadro di riferimento settoriale che trova, peraltro, riscontro negli indicatori statistici disponibili.
Sulla base di tali evidenze l’Ance ha rivisto al ribasso la previsione relativa al 2012 già formulata a dicembre scorso, stimando un calo degli investimenti in costruzioni del 6,0% contro il -3,8% precedente.
In cinque anni, dal 2008 al 2012, il settore delle costruzioni avrà perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti – ovvero 43 miliardi di euro in meno – riportandosi ai livelli di produzione di metà degli anni ’70.
Soffrono tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo (+9,3% nei cinque anni), stimolati anche dalle agevolazioni fiscali per le spese di ristrutturazioni edilizie (36%) previste per le famiglie.
Risultati molto negativi segna la nuova edilizia abitativa che nei cinque anni avrà perso il 44,4% del volume di investimenti. Anche per l’edilizia non residenziale privata la flessione nel quinquennio è rilevante e pari al 27,9%, mentre per i lavori pubblici, il calo, nello stesso periodo, si attesta al 37,5%.
In questo comparto la contrazione è iniziata nel 2005 e complessivamente la flessione raggiunge il -44,7%. In questo contesto, l’Ance ha formulato proposte concrete per rilanciare la crescita, assicurando al tempo stesso il rigore nella finanza pubblica. Il Governo, avendo riconosciuto la grave crisi delle costruzioni, le ha accolte favorevolmente e le ha parzialmente ricomprese nel recente Decreto Sviluppo (DL 83/2012).
Alcune misure contenute nel decreto rappresentano un primo segnale concreto per contrastare la crisi, una boccata di ossigeno per il settore delle costruzioni. Per effetto dei provvedimenti di incentivazione e in particolare di quelli di immediato impatto sui livelli produttivi dell’anno riconducibili alle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, le previsioni dell’Ance per il 2013 indicano un arresto della caduta: gli investimenti in costruzioni segnano un +0,1% in termini reali rispetto al 2012.
L’innalzamento delle detrazioni IRPEF per gli interventi di ristrutturazione edilizia da 36% a 50% e del tetto massimo di spesa (da 48.000 euro a 96.000 euro) fino al 30 giugno 2013, la proroga fino al 30 giugno 2013 delle detrazioni di imposta per gli interventi di riqualificazione energetica, il ripristino dell’IVA per cessioni e locazioni di nuove costruzioni, l’istituzione del “Piano nazionale per le città” e il suo avvio attraverso un apposito fondo costituiscono l’insieme dei provvedimenti che si ritiene possano attivare già nel 2013 investimenti aggiuntivi per circa 1,5 miliardi di euro, principalmente collocati nel comparto abitativo.
La crescita del Paese passa attraverso il rilancio del settore delle costruzioni. Per innestare la fase di ripresa del settore, è fondamentale, però, aggiungere ulteriori misure sul fronte fiscale in grado di dare maggiore efficacia a quanto previsto nel DL sviluppo. Vanno in questa direzione alcune misure proposte dall’Ance mirate a liberare risorse per attivare nuovi investimenti ed a stimolare la domanda. Ad esempio: garantire l’applicabilità del potenziamento della detrazione sul recupero edilizio (da 36% a 50%) anche all’acquisto di abitazioni in edifici interamente ristrutturati da imprese di costruzioni; ridurre il carico fiscale sulle compravendite di abitazioni, alleggerire il “costo fiscale” nella fase di produzione, eliminare la stortura dell’IMU sull’invenduto delle imprese di costruzioni.

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  1. [...] Il clima di sfiducia, le misure di austerità fiscale, le… Continua a leggere la notizia: Ance: nelle costruzioni persi 43 miliardi di investimenti Fonte: [...]

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