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Posted by Pierpaolo Molinengo on giugno - 21 - 2012 2 Comments

Alla luce di un quadro congiunturale che ancora non mostra concreti segnali di ripresa anche il mercato del credito alle famiglie si conferma in affanno, condizionato sia da un’offerta debole sia da una domanda nel segno della prudenza. La debolezza della domanda nei primi 5 mesi dell’anno in corso è frutto di una fiducia ai livelli minimi degli ultimi anni nonché da un mercato del lavoro ancora in grande difficoltà, con il tasso di disoccupazione ulteriormente in crescita e quella giovanile che tocca picchi ben superiori al 30%. Pur tuttavia, le ultime rilevazioni mensili mostrano una lieve inversione di tendenza rispetto al profondo calo dei mesi precedenti.
Per quanto riguarda i mutui ipotecari, il singolo mese di maggio ha fatto registrare un -38%, che per quanto ancora pesantemente negativo rappresenta il dato migliore registrato da inizio anno. Analizzando l’andamento della domanda aggregata registrata su EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie – nei primi cinque mesi dell’anno in corso emerge una contrazione complessiva pari a -45% rispetto al corrispondente periodo del 2011.
Confrontando il trend delle richieste di mutui nei primi cinque mesi del 2012 con il corrispondente periodo degli anni precedenti la contrazione del numero delle richieste risulta, nella sua pesante dimensione negativa, fondamentalmente costante.
Nel mese di maggio l’andamento della domanda di prestiti, nel suo aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati, vede per la prima volta un rientro dal segno negativo dall’inizio anno. Il dato ponderato sui giorni lavorativi di maggio evidenzia infatti una stabilità nelle richieste da parte delle famiglie italiane (0%) rispetto al pari periodo del 2011, con un’inversione di tendenza rispetto ai valori mensili sempre negativi dei quattro mesi precedenti.
Analizzando la domanda di prestiti nell’arco dei primi 5 mesi dell’anno il dato rimane comunque fortemente negativo, vicino alla doppia cifra, rispetto al corrispondente periodo 2011.
La contrazione della domanda di prestiti risulta inoltre con più pesante -23% se confrontata con i primi cinque mesi del 2008, quando la crisi economica ancora non era scoppiata.
Approfondiamo ora l’analisi del Barometro CRIF della domanda di mutui e prestiti, con le evidenze relative a durate e importi.
Nei primi cinque mesi del 2012, la classe di durata dei prestiti maggiormente richiesta risulta essere quella oltre i 5 anni, con quasi il 24% del totale.
Utilizzando la classificazione di Banca d’Italia, nei primi cinque mesi dell’anno la quota di domanda di prestiti a breve termine risulta essere il 18,6%, quella a medio termine il 57,5% e quella a lungo il 23,9%.
A ulteriore conferma della cautela adottata dalle famiglie italiane in questa fase caratterizzata da un grande incertezza, i prestiti finalizzati confermano il trend di redistribuzione verso i ticket più bassi (sotto i 5.000 Euro si concentra oltre il 68% della domanda complessiva) mentre l’importo medio nei primi cinque mesi dell’anno in corso si è assestato a 5.146 Euro contro i 5.408 Euro del pari periodo 2011.
Stessa dinamica anche per i prestiti personali, con uno spostamento verso gli importi più contenuti e un importo medio che nel primo quadrimestre 2012 è sceso a 12.131 Euro rispetto ai 12.429 Euro dello stesso periodo 2011.
L’atteggiamento prudente che sta caratterizzando gli italiani nel richiedere nuovi finanziamenti emerge anche dall’analisi dei mutui per l’acquisto dell’abitazione, che mettono in evidenza uno spostamento verso le classi di durata più lunghe e verso importi medi più contenuti rispetto al recente passato.
Nel dettaglio, per quanto riguarda i mutui nei primi 5 mesi 2012 la classe di durata preferita è risultata essere quella compresa tra i 25 e i 30 anni, con una quota pari al 30% del totale, confermando sostanzialmente la medesima distribuzione rilevata nel corrispondente periodo 2011.
Relativamente alle fasce di importo, quelle che aumentano sono proprio quelle fino ai 100.000 euro (che complessivamente rappresentano quasi il 45% del totale) a scapito di quelle di entità maggiore.
Inoltre, a fine maggio 2012 l’importo medio dei mutui richiesti è ulteriormente sceso, assestandosi a 131.397 Euro.

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2 Responses so far.

  1. Daniele scrive:

    Penso che la debolezza della domanda sia dovuta soprattutto alla diffidenza delle banche nel rilasciare un qualsiasi tipo di prestito, per questa ragione mi sto informando per richiedere ad una società di mediazione online un finanziamento per riuscire a comprare una macchina. Sto girando tanti siti e per ora quello che propone le offerte più interessanti con la formula della cessione del quinto è questo: http://www.finbusinessitalia.com/prodotti/cessione-quinto-stipendio . Lo conoscete? Potete indicarmi anche qualche altro sito? Ve ne sarei molto grato, grazie.

  2. [...] di una fiducia ai livelli minimi degli ultimi anni nonché… Continua a leggere la notizia: Primi segnali di inversione tendenza nelle richieste mutui Fonte: [...]

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