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Posted by erdos on febbraio - 21 - 2012 2 Comments

La Favola

Sembra il titolo di una bella favola a lieto fine, dove tutti i protagonisti finiscono col vivere felici e contenti. E invece no. La favola, come si intuisce, è solo per la banca che arriverà a guadagnare molto di più del 100% e non sarà nemmeno costretta a dichiaralo tutto, non ci credete?

Tra poche righe lo scoprirete. Aggiungo che sarà evidente che il tasso del mutuo è assolutamente ingiustificato, a meno che il vostro non sia già 0.

 

La Storia

Euro, soldi, banconote, è questo di cui parliamo, fogli di carta colorata a cui ciascuno di noi attribuisce un valore nominale riconosciuto alla pari da tutti gli altri. E’ semplice riconoscerne il valore, è stampato su ciascun foglio colorato (banconota).

Ma chi stabilisce quali banconote stampare? Chi stampa questi fogli? Chi decide in quali quantità stamparne?

Molti potrebbero rispondere gli Stati, tra cui l’Italia, o ancora la Commissione Europea, visto che parliamo di Euro. Niente di più lontano dalla realtà, stiamo parlando di alcune, poche, pochissime persone. Privati. Privati con leciti interessi privati, che però governano il “mercato” valutario, secondo regole fortemente sfavorevoli all’interesse pubblico, ed all’interesse degli Stati stessi.

Sto parlando di banchieri. Si perché è la BCE che stampa le banconote Euro e la BCE è una banca privata partecipata da alcune Banche Centrali degli Stati Membri EU, tra cui Banca d’Italia che ne possiede il 14,57% . Bene voi direte, finalmente noi italiani diciamo la nostra in Europa, possediamo quasi un sesto della BCE; purtroppo non è così perché Banca d’Italia è anch’essa una banca privata. I maggiori azionisti della Banca centrale italiana sono i più grandi istituti di credito italiani: IntesaSanpaolo, Unicredit, Mediobanca, MPS, ecc (http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti) . Privati. E si badi bene, non ho nulla contro i privati, anzi sono il motore dell’economia, ma rimanendo meramente all’interno di un discorso economico, i costi di una produzione privata dovrebbero rimanere all’interno del bilancio del soggetto stesso. In questo caso invece ricadono su tutti i cittadini. Caspita, anch’io voglio fare il banchiere!

Torniamo a noi, ma come? Le banche stampano l’Euro? Si. Lo Stato si “concede” di produrre solo le monete metalliche e non perché non ne abbia facoltà, ma semplicemente non lo fa. Ma veniamo all’incredibile.

 

L’incredibile

La banca stampa la banconota di € 100,00, poi la concede in prestito allo Stato e gliela presta al valore nominale (€ 100,00) + l’interesse ( poiché varia, ipotizziamo 2%), quindi lo Stato paga € 102,00 ed può utilizzare la sua bella, nuova banconota da € 100,00.

Un momento, ma alla banca quanto è costato stampare la banconota?

Consideriamo per semplicità solo alcune voci di spesa: la carta speciale, i macchinari di stampa, i consumabili speciali, le misure di sicurezza e trasporto, il personale.. qualche euro. Diciamo €5? Ma oggi siamo buoni e diciamo €10 di costo per averne € 100 nuovi fiammanti.

Avete già fatto il conto?

 

Costo di stampa banconota da € 100 per la banca = € 10,00

Vendita allo Stato banconota da € 100 = € 102,00

Guadagno netto per la Banca = € 92,00

 

Ho semplificato molto, e i più sofisticati potrebbero obiettare che alcuni punti, tra cui il fatto che l’interesse va moltiplicato per le annualità del prestito, che il calcolo dei costi di produzione è approssimativo, che le banconote prima potrebbero passare dal Mercato ecc. Vero, il punto non è se il guadagno della Banca sia € 92, €88 o €96; il punto è che l’attività di stampa delle banconote, che per la maggiore crediamo sia demandata alla Stato, è un’attività privata ad elevatissimo valore, esercitata da privati, che ricade su ciascun popolo sovrano.

 

Il Medioevo

Il guadagno tecnicamente si chiama Signoraggio e deriva dalla pratica di stampa del conio che avveniva nel Medioevo.

Il Signoraggio è oggi contemplato dalle direttive pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della UE (legge europea pubblicata nel 2001 http://goo.gl/4tpK0 ), dove vengono attribuite le quote per ciascun membro, da cui il 14,57% per la Banca d’Italia.

La prima domanda che sorge è: perché non è lo Stato a stampare direttamente le banconote, a beneficiare nel suo bilancio dell’introito del Signoraggio senza farlo ricadere in forma di debito sui cittadini?

Quello che succede è che quando paghiamo le tasse, oltre a pagare i servizi pubblici, i nostri soldi vanno a ripagare un debito ( quello statale) che tra l’altro non è che il guadagno delle banche private. Lo Stato potrebbe sostituirsi direttamente nella stampa di banconote, diminuire il debito e regolare il mercato monetario.

Certo la prima preoccupazione sarebbe: ma i nostri politici sarebbe in grado di gestire il mercato della valuta? E i governi sarebbero capaci di dosare i flussi di banconote immesse sul mercato?

Non ho risposta a questa domanda, di sicuro so che il mercato valutario, così com’è oggi, è un macigno sulle nostre spalle che ci sta schiacciando, in disprezzo a qualunque interesse pubblico.

 

Il Mutuo

Un momento. Ma cosa centra il mutuo a tasso 0 dove la banca guadagna più del 100%?

Presto detto: se la banca può stampare banconote ogni volta che lo vuole ed il suo costo tende a zero, nel momento stesso in cui me lo concede in prestito ha già un guadagno vicino al 100%, quindi il mio mutuo potrebbe tranquillamente essere concesso a tasso 0.

Concludendo, dico che a dispetto dell’estrema semplificazione del caso (non è lo sportello sotto casa che stampa le banconote), dovremmo porci un serio interrogativo sullo squilibrio tra interessi privati di pochi banchieri che riescono a “gestire” politiche e politici di tutto il mondo.

Ma attenzione a dirlo sottovoce.. c’è chi ci ha lasciato le penne a provare a far qualcosa (leggi JFK), ma questa è un’altra storia e ve la racconterò un’altra volta.

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2 Responses so far.

  1. Antonio scrive:

    Mi sembre troppo semplice e comunque i “guadagni” della banca d’Italia non vanno alle banche private che partecipano del capitale ma allo Stato italiano.

    • erdos scrive:

      Antonio, è vero che ho semplificato molto, ma direi che è stata una necessità per l’ampio numero di astanti. Che l’utile vada allo Stato e non ai Privati non è proprio esatto. Aggiungo che nel 2010 Banca d’Italia, tra l’altro, ha “stampato” 1,2 Miliaridi di Euro in Banconote. A fronte di un utile lordo di 4,2 Miliardi , l’utile netto dichiarato è stato 852 milioni. Di questi il 40% è stato accantonato (all’interno di Banca d’Italia) ciò che è rimasto diviso tra Partecipanti (Le Banche italiane) e lo Stato. La BCE figura come voce PASSIVA di bilancio per la parte di volume banconote che il Regolamento (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 35 del 9.2.2011) stabilisce. La Legge 6 11.1.2011 stabilisce le competenze e ripartizioni tra BCI e BCE sul Signoraggio.

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