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Posted by casaXP on gennaio - 12 - 2012 0 Comment

Dare supporto a famiglie e imprese. E’ quanto sostenuto da alcuni dei maggiori istituti di credito dopo l’abbuffata di liquidità alla “mensa” della Banca Centrale Europea lo scorso 21 dicembre. Ed è il risultato auspicato anche dal presidente della BCE, Mario Draghi. Nonostante i fondi siano definiti utili per finanziare l’economia reale, le banche non hanno ancora allentato il credit crunch su famiglie e imprese. In assenza di azioni concrete per sbloccare la stretta del credito, alcuni parlamentari hanno chiesto la convocazione di un tavolo tra Governo, Banca d’Italia e istituti di credito e presentato una mozione alla Camera.

“Dieta” del creditoLa scalata dello spread tra BTp italiani e Bund tedeschi a scadenza decennale ha peggiorato l’accesso al credito conducendo al cosiddetto “credit crunch”. Per ottenere un finanziamento, le famiglie devono, quindi, passare da uno spioncino. Chi può permettersi di aspettare, sceglie il rinvio. L’alternativa sono finanziamenti a importo ridotto e condizioni infeltrite, dove nonostante i tassi bassi, le offerte subiscono il fenomeno del caro-spread. Spread innalzato dalle banche dall’1% di giugno 2011 fino al 3%-4%. Due punti percentuali in più che comportano, secondo i calcoli di Adiconsum, “un esborso sulla rata mensile di 98,37 euro e sul totale restituito a scadenza di 23.510 euro”.

Imprese senza ossigeno – “Le previsioni per il futuro sono nere, anzi nerissime. Poche le speranze di miglioramento”. Così la Confederazione nazionale dell’artigianato commenta i dati di una sua ricerca sul credito alle Pmi.

La stretta delle banche è definita “forte” per il 78% degli intervistati. Inoltre un terzo delle imprese ha dichiarato di aver avuto difficoltà ad accedere a mutui, finanziamenti e fidi. A soffrire maggiormente la stretta creditizia sono le micro realtà con meno di 10 dipendenti. Condizioni irrigidite per il 56% degli imprenditori con picchi evidenziati dalle imprese di costruzioni (70%) e nel mezzogiorno (66%).

Secondo lo studio del Cna, otto piccoli e medi imprenditori su dieci sono preoccupati per l’attuale rapporto con le banche e non prevedono miglioramenti nei prossimi mesi. Preoccupazione in cima alla classifica per imprenditori del Sud (83%) e nel settore delle costruzioni (82%).

Cura di liquidità, test del credito – L’operazione di rifinanziamento del sistema a 3 anni condotta il 21 dicembre dalla BCE, ha iniettato liquidità negli gli istituti di credito. La domanda sorge, quindi, spontanea. Dopo l’abbuffata, come viene sfruttata la liquidità? L’auspicio di Mario Draghi è che gran parte dei fondi siano utilizzati per finanziare l’economia reale. Le banche hanno dichiarato che useranno i soldi per famiglie e imprese.

Intervistato dalla Stampa, il direttore generale di Unicredit, Andrea Nicastro, ritiene essenziale “ripristinare le condizioni di liquidità per il tessuto produttivo, dando supporto alle imprese e alle famiglie”. Sulla stessa linea anche Andrea Beltratti, presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo. Intervistato da Antonio Quaglio del Sole24Ore, Beltratti sottolinea, però, come la maxi-asta della BCE allenta ma non risolve i problemi: “purtroppo 40 miliardi all’1% al sistema italiano possono attenuare ma non risolvere le tensioni sugli oneri del rifinanziamento degli intermediari e quindi per i debitori finali. Solo con un allentamento duraturo degli spread sarà possibile ridurre strutturalmente il costo del credito”.

Mozione alla Camera - Alle parole non sono seguiti i fatti, tanto che l’8 gennaio il Pdl ha presentato una mozione sul tema: “Abbiamo chiesto con una nota al presidente Monti e al ministro Passera di convocare al più presto un tavolo fra il Governo, la Banca d’Italia e gli istituti di credito operanti in Italia teso a mettere a disposizione delle imprese la liquidità concessa loro dalla BCE. Non avendo avuto risposta – concludono alcuni parlamentari del partito – annunciamo la presentazione alla Camera di una mozione con la quale si impegna il Governo in tale direzione”.

Link utili: L’escalation dello spread in 5 anni e il confronto tra Paesi. I riflessi sui mutui

Euribor in discesa. Le rate si sgonfiano

Erika Mainini

(riproduzione riservata)

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