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Posted by casaXP on gennaio - 11 - 2012 0 Comment

Ottobre 2008. A quell’epoca, il riferimento Euribor a 3 mesi viaggiava a quota 5,23%. La Grande crisi ha frenato l’escalation portando ossigeno ai mutuatari che avevano optato per il tasso variabile. Le rate lievitate a quel tempo anche di 300 euro hanno ridotto gli importi. Il tasso sceso ai minimi (0,66%) nel marzo 2010 ha ripreso lentamente quota fino a toccare l’1,50% a giugno e l’1,61% a luglio 2011. Ma il mese nero delle borse e la tempesta finanziaria ha stravolto ogni previsione. Ad oggi l’Euribor a 3 mesi sfiora l’1,25%.

Indietro tutta – Pronostici ribaltati, anche quelli dei migliori economisti. Dopo i rialzi sui tassi d’interesse decisi dall’allora presidente BCE, Trichet, le previsioni annunciavano una serie di ritocchi che avrebbero spinto il tasso di riferimento oltre l’1,50%. Era il mese di giugno e gli economisti parlavano di moderata ripresa e di ripartenza in vista.

Agosto 2011 – La tempesta finanziaria e l’acuirsi della crisi hanno ridisegnato ogni scenario. La Banca Centrale Europea alla guida del neo presidente Mario Draghi, ha tagliato con due ribassi consecutivi il costo del denaro all’1%. L’andamento Euribor influenzato dal tasso BCE ha iniziato a scivolare a piccoli passi, per scendere a grandi falcate nel mese scorso. E dall’1,46% di dicembre il riferimento a 3 mesi ha accelerato in ribasso fino a sfiorare oggi l’1,25%. Quota toccata tra marzo e aprile del 2011.

Impatto sui mutui – A beneficiare dell’andamento in retromarcia sono i “vecchi” mutuatari che probabilmente per lungo periodo beneficeranno del progressivo sgonfiamento delle rate. Ossigeno a cui i nuovi mutuatari non possono accedere causa il fenomeno del caro-spread e la stretta del credito.

Euribor di ieri e di oggi – Anche nella seduta odierna, i riferimenti del tasso variabile confermano l’accelerazione al ribasso. Il parametro ad un mese scende di 1,79% portandosi a 0,878% e il 3 mesi arretra di 0,79% affondando a 1,257%. Variazioni minori ma sempre negative per il 6 e il 12 mesi che con -0,45% e -0,37% si posizionano rispettivamente a 1,538% e 1,868%.

Link utili: Banche liquide alla prova del credito. Famiglie e imprese ancora nella stretta

L’escalation dello spread in 5 anni e il confronto tra paesi. I riflessi sui mutui

Erika Mainini

(riproduzione riservata)

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Categories: Finanziamenti Mutui

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