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Posted by casaXP on dicembre - 30 - 2011 0 Comment

Non è tempo di rischi, sembrano dirci i dati Crif che a novembre hanno registrato un calo delle richieste di mutui pari al 46% rispetto allo stesso periodo del 2010. Eppure l’Eurirs è ancora ai minimi e l’Euribor sta accelerando i ribassi in scia al secondo taglio consecutivo della BCE sui tassi di interesse. Euribor che ha terminato la scorsa settimana con il 3 mesi sopra quota 1,4% e, complici le ripide discese di questi giorni, è affondato oggi a 1,356%. Nonostante i tassi in saldo, il fenomeno del caro-spread e del caro-offerte amplificato dall’incertezza sulle aspettative condiziona il comportamento delle famiglie. E per l’acquisto della casa, molti scelgono il rinvio. In attesa di condizioni migliori.

Tassi in saldo – Mentre i parametri del tasso fisso (Eurirs) mantengono i livelli minimi dei mesi precedenti, l’Euribor sta accelerando in retromarcia. L’ulteriore ritocco (-0,25%) della BCE che ha portato i tassi all’1%, ha influenzato anche l’andamento dei riferimenti sul tasso variabile. Soprattutto nell’ultima settimana si sono registrati variazioni in deciso ribasso per tutti i principali parametri Euribor (vedi tabella).

Euribor del 30 dicembre – Solo nella seduta odierna si sono registrate variazioni negative da 0,4% fino a raggiungere cali superiori al 2%. E’ il caso dell’euribor ad un mese che scende di 2,29% per posizionarsi a 1,024%. In rapida discesa anche il 3 mesi che dopo aver sfondato martedì quota 1,4% segna oggi un ribasso di 0,95% portandosi a 1,356%. Più attenuati i cali sul 6 mesi e 12 mesi che con -0,49% e -0,41% approdano rispettivamente a 1,617% e 1,947%.

Spread in scalata - I tassi in discesa non possono bilanciare gli spread “impazziti”. Dopo i primi leggeri rialzi di settembre, nei mesi successivi lo spread, ovvero il guadagno della banche sul finanziamento, ha registrato aumenti di circa l’1%. Risultato? Gli spread medi stanno sfiorando quota 3%. Secondo un’elaborazione di mutuionline.it risulta che rispetto a giugno i valori sono raddoppiati: per un mutuo a 20 anni a tasso fisso lo spread medio applicato a giugno era di 1,27% contro l’1,55% di settembre, il 2,25% di ottobre, il 2,91% di novembre. Per un mutuo della stessa durata a tasso variabile i valori non cambiano di molto: 1,31% di giugno contro 1,41% di settembre, 2,12% di ottobre e 2,98% di novembre. E per un finanziamento a 30 anni lo spread sale per il tasso fisso fino a 3,03% e per il variabile a 3,02%.

Caro-mutui in cifre – Come denuncia Pietro Giordano di Adiconsum sulla rivista Simply Biz, “vengono segnalati livelli di spread vicini al 3-4%” con un rincaro, quindi, del 2% rispetto a maggio. Tradotto in cifre: “uno spread del 3% comporta un maggior esborso sulla rata mensile di 98,37 euro e sul totale restituito a scadenza di 23.510 euro”.

Bilancio e rinvio – Secondo le ultime rilevazioni Crif, a novembre le richieste di mutui delle famiglie italiane sono crollate del 46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E da gennaio i mutui casa subiscono un calo del 17%. L’incognita “spread”, termine ormai entrato nella quotidianità degli italiani, assemblata all’incertezza sulle aspettative sono le cause principali di un atteggiamento sempre più prudente e di una contrazione dei finanziamenti per acquistare casa. E chi può sceglie di rinviare. Come sostiene Enrico Lodi di Crif su Il Sole24ore, “gli italiani, in mancanza di una chiara prospettiva sul futuro, si confermano formiche e non cicale”.

Previsioni sul credito - Si chiude un anno difficile e gli esperti si accingono a stilare i prossimi scenari. Dopo il crollo di erogazioni registrato dall’Osservatorio sul Credito (-7,5% nei primi 9 mesi del 2011), Assofin, Crif e Prometeia hanno prospettato un ulteriore rallentamento per il 2012, seguito da una leggera ripresa delle erogazioni nel 2013.

ANDAMENTO della SETTIMANA per tassi fissi e variabili:
a) Tasso variabile, Euribor calcolato a 360 giorni:
- 1 mese 1,02% (30/12); 1,05% (29/12); 1,08% (28/12); 1,10% (27/12); 1,11% (23/12)
- 3 mesi 1,36% (30/12); 1,37% (29/12); 1,39% (28/12); 1,40% (27/12); 1,40% (23/12)
- 6 mesi 1,62% (30/12); 1,63% (29/12); 1,64% (28/12); 1,65% (27/12); 1,66% (23/12)
- 12 mesi 1,95% (30/12); 1,96% (29/12); 1,97% (28/12); 1,98% (27/12); 1,99% (23/12).

b) Tasso fisso, Eurirs-IRS:
- 5 anni 1,76% (29/12); 1,77% (28/12); 1,76% (27/12); 1,82% (23/12); 1,83% (22/12)
- 10 anni 2,41% (29/12); 2,42% (28/12); 2,43% (27/12); 2,47% (23/12); 2,48% (22/12)
- 15 anni 2,69% (29/12); 2,69% (28/12); 2,70% (27/12); 2,73% (23/12); 2,75%(22/12)
- 20 anni 2,71% (29/12); 2,71% (28/12); 2,72% (27/12); 2,76% (23/12); 2,76% (22/12)
- 25 anni 2,64% (29/12); 2,65% (28/12); 2,65% (27/12); 2,69% (23/12); 2,69% (22/12)
- 30 anni 2,57% (29/12); 2,58% (28/12); 2,58% (27/12); 2,62% (23/12); 2,62% (22/12).

CONFRONTO con la SETTIMANA PRECEDENTE e il MESE PRECEDENTE

LINK UTILI: Le banche aumentano i tassi sui mutui. Ma la legge lo consente

Credit crunch per le imprese. Offerte ristrette per comprare casa

Crisi dell’Euro e stretta del credito. Problemi di liquidità scenari possibili

Erika Mainini

(riproduzione riservata)

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Categories: Finanziamenti Mutui

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