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Posted by casaXP on dicembre - 14 - 2011 0 Comment

Il credit crunch è in atto. I dati dell’Osservatorio congiunturale dell’Ance di dicembre 2011 lo confermano. E l’aggravarsi della crisi finanziaria ha peggiorato le aspettative per il secondo semestre 2011. Rispetto al 2008 il doppio delle imprese (62,4%) dichiara, infatti, un inasprimento delle condizioni di accesso al credito. Irrigidimento causato dall’aumento dello spread sui tassi di interesse, richiesta di maggiori garanzie, minor importo concesso. Un’indagine di Banca d’Italia Regional Bank Lending Survey mostra, infine, le previsioni delle banche per il secondo semestre: ulteriori restrizioni dei finanziamenti per imprese, ulteriore irrigidimento dell’offerta del credito per mutui casa.

IL CREDITO DA UNO SPIONCINO - Il settore che nonostante la crisi occupa circa il 10% del Pil, denuncia la nuova restrizione del credito. A dimostrarlo l’Osservatorio sull’industria delle costruzioni presentato il 13 dicembre a Roma. Nell’indagine rapida effettuata dall’Ance a settembre 2011, il 62,4% delle imprese associate ha dichiarato un peggioramento nei rapporti con le banche. Percentuale doppia rispetto a tre anni fa. E per il 48,6% delle imprese, le banche hanno chiesto di mutare le condizioni contrattuali per finanziamenti già in essere.

Non solo questione di spread - L’inasprimento delle condizioni di accesso al credito è riconducibile, secondo le imprese, all’aumento dello spread sui tassi di interesse (68,4%, seguito dalla richiesta di maggiori garanzie a fronte dei finanziamenti richiesti (66,8%), tempi di istruttoria più lunghi (63,2%), concessione di quote minori di finanziamento rispetto all’importo totale dell’investimento (57,9%) e la richiesta di rientro (38,9%).

Nuovi investimenti senza erogazioni – Dopo la stretta creditizia registrata in seguito alla crisi finanziaria del 2008, “si sta assistendo – afferma l’Osservatorio dell’Ance – ad un nuovo credit crunch che sta mettendo in serio pericolo il sistema produttivo del Paese”. Sono i dati a confermare la stretta del credito in atto per le imprese: nel 1° semestre 2011 i mutui per investimenti in edilizia residenziale sono calati del 16% su base annua, con un inasprimento peggiore nel 2° trimestre (-19,5% contro il -11,5% del 1° trimestre). Le contrazioni dei finanziamenti colpisce anche il non residenziale con un -12,4% registrato nei primi sei mesi dell’anno.

La forbice – “Se consideriamo – afferma l’Ance – la differenza tra il periodo di massima espansione delle erogazioni (ovvero il 2007) e il 2010, la caduta è stata enorme: -25% per i mutui erogati per il finanziamento di investimenti in edilizia abitativa, -30,4% per quelli nel non residenziale”.

Aspettative e previsioni – Il divario dal 2007 al 2010, i dati del 1° semestre 2011 e l’acuirsi della crisi finanziaria lasciano poche speranze di miglioramento per il secondo semestre del 2011. Aspettative ridotte anche da parte degli operatori del credito. Secondo i risultati dell’indagine di Banca d’Italia Regional Bank Lending Survey, nel secondo semestre “le banche prevedono un’ulteriore restrizione dei finanziamenti”.

MUTUI CASA – Sotto la lente dell’Osservatorio Ance anche i mutui per l’acquisto delle abitazioni, che nei primi sei mesi del 2011 registrano una contrazione del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dopo la discesa del 10% nel 2009, questa tipologia di finanziamento aveva segnato una ripresa nel 2010 per tornare in rosso nel 2° trimestre del 2011 (-6,9%). E anche per i mutui casa si attende un accesso al credito sempre più difficoltoso. Secondo i risultati dell’indagine di Banca d’Italia Regional Bank Lending Survey, le previsioni sono di “un ulteriore irrigidimento dell’offerta di credito per l’acquisto di case da parte delle banche”.

2° MOSSA DRAGHI – Nella riunione di giovedì scorso, la BCE ha deciso un ulteriore taglio dello 0,25% portando i tassi di interesse all’1%. Decisione che ha influenzato anche l’andamento dell’Euribor che nelle seduta di venerdì è sceso in picchiata con variazioni superiori all’1%.

 

ANDAMENTO della SETTIMANA per tassi fissi e variabili:
a) Tasso variabile, Euribor calcolato a 360 giorni:
- 1 mese 1,14% (14/12); 1,15% (13/12); 1,16% (12/12); 1,17% (9/12); 1,20% (8/12)
- 3 mesi 1,42% (14/12); 1,43% (13/12); 1,43% (12/12); 1,44% (9/12); 1,47% (8/12)
- 6 mesi 1,67% (14/12); 1,67% (13/12); 1,68% (12/12); 1,68% (9/12); 1,70% (8/12)
- 12 mesi 2,01% (14/12); 2,01% (13/12); 2,01% (12/12); 2,01% (9/12); 2,03% (8/12).

b) Tasso fisso, Eurirs-IRS:
- 5 anni 1,91% (13/12); 1,88% (12/12); 1,94% (9/12); 1,94% (8/12); 1,99% (7/12)
- 10 anni 2,57% (13/12); 2,57% (12/12); 2,63% (9/12); 2,64% (8/12); 2,68% (7/12)
- 15 anni 2,82% (13/12); 2,81% (12/12); 2,88% (9/12); 2,88% (8/12); 2,94%(7/12)
- 20 anni 2,80% (13/12); 2,80% (12/12); 2,87% (9/12); 2,89% (8/12); 2,90% (7/12)
- 25 anni 2,69% (13/12); 2,70% (12/12); 2,78% (9/12); 2,77% (8/12); 2,81% (7/12)
- 30 anni 2,60% (13/12); 2,61% (12/12); 2,70% (9/12); 2,69% (8/12); 2,71% (7/12).

CONFRONTO con la SETTIMANA PRECEDENTE e il MESE PRECEDENTE

LINK UTILI: BCE taglia i tassi all’1%, Euribor in caduta libera

 Crisi dell’Euro e stretta del credito. Problemi di liquidità scenari possibili

Erika Mainini

(riproduzione riservata)

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