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Posted by casaXP on novembre - 30 - 2011 0 Comment

Deboli prospettive di crescita dell’eurozona e rallentamento dell’inflazione inducono a un ulteriore taglio dei tassi di interesse. E’ quanto auspicato nell’Economist Outlook dell’Ocse diffuso il 28 novembre. Oltre alla richiesta di “una politica monetaria molto accomodante”, l’organizzazione di Parigi evidenzia la necessità che le banche centrali forniscano “ampia liquidità per colmare le tensioni sui mercati”. Ma in Europa il rischio a breve è di una crisi di liquidità che colpirebbe Stati sovrani e banche con un conseguente rischio di credit-crunch, ovvero di stretta del credito su famiglie e imprese. La soluzione prospettata da molti economisti punta a monte, ovvero BCE ed Eurobond, ma la Germania continua a remare contro. Si convincerà?

Terza fase - In un’intervista di Tonia Mastrobuoni su La Stampa del 27 novembre, l’insigne economista Paolo Guerrieri spiega il quadro, lo scenario, le soluzioni, i rischi. “Siamo entrati nella terza fase – afferma l’economista del College of Europe di Bruges – . “La prima è stata quella dei debiti di Grecia, Portogallo e Irlanda”, la seconda è stata caratterizzata dal “contagio di Spagna e Italia”, la terza fase ha intaccato anche Francia e Germania, “il nocciolo” come lo chiama Guerrieri.

Crisi dell’euro - L’infezione del nocciolo ha portato a una inevitabile “crisi dell’euro”. Incalzato dalla giornalista, Guerrieri spiega che “il trait d’union tra le fasi è l’incompetenza dei governi, in primo luogo quello tedesco”. Al fondo salva stati Efsf, pubblicizzato mesi fa come “bazooka” a cui mancavano gli ultimi dettagli per il funzionamento, “si sono dimenticati di dargli le munizioni”. E “il costo di questi continui rinvii – spiega Guerrieri – è altissimo”.

Soluzioni – “Non ci sarà una quarta fase”, dichiara l’economista. Oltre a sommare le risorse del Fondo Monetario Internazionale e del fondo salva-stati Efsf, occorre “un’intensificazione delle attività attuali della Bce”, senza dimenticare la “riforma dei trattati” e la “creazione di Eurobond”.

Eurobond – Con il termine “eurobond” si intende le emissioni obbligazionarie della Comunità Europea. Inizialmente ideati allo scopo di finanziare progetti infrastrutturali, ora avrebbero lo scopo di ristrutturare il debito pubblico degli Stati aderenti. Le emissioni, garantite dalla Comunità Europea e non dai singoli Stati, godrebbero, quindi, di liquidità elevata e maggiori garanzie.

Ruolo della BCE – In un intervista di Massimo Giannini su Affari e Finanza, il presidente della Consob, Vegas, sembra concordare con la teoria dell’economista Guerrieri, soprattutto in tema di Bce: “Bisogna cambiare la missione della Banca centrale europea”. Vegas precisa che “c’è a monte un problema di sovranità politica e di coordinamento delle politiche fiscali nazionali. Ma c’è anche un problema di Trattati e di Statuti da rivedere”. E il presidente della Consob tocca il punto chiave: “La Fed e la Banca d’Inghilterra stampano moneta, la Bce non può farlo. Questa disparità va risolta. Allora, o cambiamo il ruolo della Bce, oppure dobbiamo accettare il rischio che l’euro salti, e ogni Paese torni alla sua valuta nazionale”.

Crisi di liquidità – Nell’intervista di Giannini, Vegas lancia un “allarme banche” in Italia: “non circola più denaro. Il rischio principale è che si diffonda il credit crunch”, ovvero la stretta del credito. Il presidente della Consob sprona, quindi, governo, Bce e Banca d’Italia ad un’azione comune: “Bisogna agire, o sarà troppo tardi”.

Attesa per il Consiglio Europeo - Così l’Italia non reggerà a lungo, ma la prossima manovra e le riforme strutturali del Governo Monti potrebbero rappresentare un buon inizio per uscire dal tunnel. L’azione dei singoli Paesi ovviamente non basta. L’Europa e l’Euro scricchiolano. Mancano le basi e una vera “Unione”. All’atteso Consiglio Europeo del 9 dicembre si parlerà, infatti, di integrazione fiscale e quel giorno è visto da alcuni come l’ultima chance per l’Europa.

Volontà di uscire dal tunnel - I primi segnali positivi giungono, però, dall’Eurogruppo. Per la prima volta si tratta del ruolo Bce, per la prima volta emerge con chiarezza la volontà di discutere di un argomento finora considerato “tabù”. Inoltre l’Europa ha promosso il Piano Anticrisi di Mario Monti. E proprio il premier Monti, secondo la visione dell’economista Guerrieri, potrebbe diventare l’uomo chiave: il vertice a tre Monti-Merkel-Sarkosy è stato positivo “perché siamo rientrati nel gioco che conta”. Ma “l’ingresso dell’Italia non serve se non riesce a raccordarli al resto d’Europa”. “Monti – conclude l’economista su La Stampa – deve riuscire a diventare il ponte che ricuce per cancellare questa dinamica di un solo Paese che decide”.

In questa edizione settimanale dell’Osservatorio tassi e mutui abbiamo voluto allargare l’obiettivo. La fotografia dello scenario “macro” potrebbe aiutare a capire la situazione italiana e i problemi di liquidità delle banche con rischi di diffusione del credit crunch, ovvero la stretta del credito per famiglie e imprese.

Per informazioni su spread in volata e soluzioni possibili contro il caro-offerte rimandiamo a “Tassi bassi contro spread elevati: soluzioni al caro-mutui, possibilità di risparmio”.

ANDAMENTO della SETTIMANA per tassi fissi e variabili
a) Tasso variabile, Euribor calcolato a 360 giorni:
- 1 mese 1,21% (30/11); 1,21% (29/11); 1,20% (28/11); 1,20% (25/11); 1,20% (24/11)
- 3 mesi 1,47% (30/11); 1,48% (29/11); 1,48% (28/11); 1,48% (25/11); 1,47% (24/11)
- 6 mesi 1,70% (30/11); 1,71% (29/11); 1,71% (28/11); 1,71% (25/11); 1,70% (24/11)
- 12 mesi 2,04% (30/11); 2,04% (29/11); 2,04% (28/11); 2,04% (25/11); 2,04% (24/11).

b) Tasso fisso, Eurirs-IRS:
- 5 anni 2,17% (29/11); 2,17% (28/11); 2,10% (25/11); 2,08% (24/11); 2,06% (23/11)
- 10 anni 2,80% (29/11); 2,79% (28/11); 2,71% (25/11); 2,66% (24/11); 2,63% (23/11)
- 15 anni 3,06% (29/11); 3,06% (28/11); 2,99% (25/11); 2,94% (24/11); 2,90%(23/11)
- 20 anni 3,08% (29/11); 3,07% (28/11); 2,99% (25/11); 2,95% (24/11); 2,91% (23/11)
- 25 anni 2,97% (29/11); 2,98% (28/11); 2,92% (25/11); 2,86% (24/11); 2,82% (23/11)
- 30 anni 2,88% (29/11); 2,89% (28/11); 2,83% (25/11); 2,77% (24/11); 2,72% (23/11).

CONFRONTO con la SETTIMANA PRECEDENTE e il MESE PRECEDENTE

Erika Mainini

(riproduzione riservata)

 

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