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Posted by casaXP on novembre - 16 - 2011 3 Comments

Quota 576 e quota 24. Sono gli estremi toccati dallo spread tra BTp italiani e Bund tedeschi a scadenza decennale in soli 5 anni. Un’escalation iniziata, in realtà, nell’anno della ‘grande crisi’ del 2008 con il differenziale triplicato fino a raggiungere quota 92 per schizzare a 160 nel 2010 con il boom del debito. La quota 576 raggiunta il 9 novembre è record che, putroppo, conosciamo. Ma in Europa non siamo soli. La crisi degli spread sta dilagando in altri paesi come Francia e Spagna. I risvolti, non solo sulla situazione italiana ed europea, ma anche sul ‘quotidiano’, è storia che raccontiamo da mesi con banche che raddoppiano lo spread innescando il caro-offerte, nonostante i tassi in saldo. Chi ha già un mutuo vedrà, infatti, le rate diminuire, complici il taglio della Bce e i progressivi cali dell’Euribor. A subire il fenomeno del caro-spread sono i nuovi mutuatari. Parole d’ordine, quindi, prudenza e ricerca internet. La via web potrebbe convenire.

VORTICE SPREAD. Come ricordato dal quotidiano britannico, solo 5 anni fa la differenza di rendimento tra Btp e Bund era quasi nulla e per entrambe si aggirava intorno al 4%. Rendimento che pochi giorni fa ha superato la soglia cosiddetta “psicologica” del 7%, avvicinandosi a quell’8% di cui parla Bankitalia nel Rapporto di stabilità finanziaria. E mentre il rendimento dei titoli italiani sale, quello dei titoli tedeschi scende all’1,8%. Nel frattempo il rendimento dei titoli decennali greci viaggia intorno al 32,80% con uno spread di 3100 punti. Per il Portogallo il rendimento si attesta circa all’11,8%, Irlanda a 8,3%, Spagna a 5,7%. La crisi degli spread sta dilagando in altri paesi europei. Come riportato dal lettera43.it, “il premio di rendimento sui Bund tedeschi dei titoli di Francia e Belgio si è attestato rispettivamente a 191 e 313 punti, livelli record per questi paesi, sintomo che la crisi del debito di Eurolandia stia continuando a spaventare tutti i mercati”.

Questione di credibilità? Solo cinque anni fa lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a scadenza decennale era a quota 24 risultando inferiore a titoli britannici con spread a 82 e statunitensi a 87. Crisi, boom del debito, incertezza della situazione politica italiana, assenza delle riforme richieste dall’Ue hanno innescato la crisi degli spread e aumentato il rischio paese, provocando la discesa a picco della credibilità e la speculazione dei mercati.

Fermare la speculazione. Le dimissioni certe di Silvio Berlusconi e l’incarico di governo affidato da Giorgio Napolitano a Mario Monti hanno prodotto finora effetti ‘giornalieri’. Lo spread ha frenato la corsa, ma i mercati pretendono ‘fatti’. E come sostiene il Sole24ore, la fiducia tornerà solo con le prime riforme.

Tecnici al governo. Oggi il professore ha sciolto la riserva e presentato la lista dei ministri con lo stesso Monti al ministero dell’Economia e il ministero allo Sviluppo assegnato a Corrado Passera. Gli altri ministri saranno: Mario Catania al Ministero delle Politiche Agricole; Paola Severino al Ministero della Giustizia; Corrado Clini al Ministero dell’Ambiente; Giampaolo di Paola al Ministero della Difesa; Francesco Profumo al Ministero della Pubblica Istruzione; Giulio Terzi di Santagata al Ministero degli Esteri; Anna Maria Cancellieri al Ministero degli Interni; Lorenzo Ornaghi al Ministero dei Beni Culturali; Renato Balduzzi al Ministero della Salute; Elsa Fornero al Ministero del Welfare.

Ministri senza portafoglio: Andrea Riccardi al Ministero per Cooperazione Internazionale; Piero Gnudi al Ministero del Turismo e Sport; Enzo Moavero Milanesi al Ministero per gli affari europei; Piero Giarda al Ministero dei Rapporti col Parlamento; Fabrizio Barca al Ministero della Coesione Territoriale.

Prossime mosse. Ora il nuovo esecutivo dovrà incassare la fiducia del Parlamento, si prevede domani al Senato e venerdì alla Camera. Mario Monti ha dichiarato la doppia missione: risanamento e riforme eque, ma il professore pensa a un decreto immediato per poi varare misure per la crescita. Le indiscrezioni di stampa ipotizzano interventi su patrimoni, rendite catastali, Ici prima casa, pensioni e stretta sull’uso del contante, ma il vero “pacchetto Monti” verrà esposto nei prossimi giorni. Per dirla con le parole di Carlo Azeglio Ciampi, “il tempo è poco, l’urgenza enorme”.

 

RIFLESSI SUI MUTUI. La crisi degli spread ha influenzato anche il ‘quotidiano’. Nonostante Eurirs ai minimi ed Euribor al ribasso, i nuovi mutuatari si trovano alle prese con il caro-offerte dovuto al raddoppio dello spread applicato dalle banche.

Rate. Il taglio dei tassi dello 0,25% operato dalla Bce porterà rate mensili variabili più leggere: il Sole24Ore calcola circa 13 euro su prestiti a 20 anni da 100mila euro. Cali che, sul lungo periodo, dovrebbero offrire ossigeno anche a coloro che hanno stipulato un mutuo variabile agganciato all’Euribor.

Nuovi mutui. Situazione più complicata per chi deve accendere un nuovo finanziamento. Come sostiene Federica Pezzatti sul Sole24ore, “se sulla carta il variabile dovrebbe rivelarsi conveniente, in particolare dopo il taglio dell’era Draghi, il discorso cambia se si considera il prezzo finito del prestito”. “Bisogna far attenzione alla sostenibilità dei mutui variabili – afferma R. Anedda sul quotidiano economico – . Se oggi un tasso complessivo nell’ordine del 3,5-3,6% appare accattivante rispetto al 5% delle migliori offerte fisse, il discorso non potrebbe non valere più negli anni a venire”. Considerando un arco temporale di 20-30 anni, quando l’economia si riprenderà e l’euribor si alzerà, spread così elevati peseranno come macigni sulle rate da rimborsare. Puntando sul fisso l’importo della rata resta inchiodato e “attualmente – afferma il vice presidente di Mutuionline.it – appare la soluzione più sensata”.

Via web. Secondo Vito Lops, l’alternativa potrebbe essere il mutuo via web: “i broker online offrono tassi inferiori rispetto allo sportello”. Come scrive il giornalista su Casa24Plus, “un mutuo online può constare anche lo 0,2-0,3% in meno rispetto allo stesso proposto allo sportello. Ovvero, su un prestito di 150mila euro da rimborsare in 20 anni, circa 4-5mila euro in meno”.

 

ANDAMENTO della SETTIMANA per tassi fissi e variabili
a) Tasso variabile, Euribor calcolato a 360 giorni:
- 1 mese 1,20% (16/11); 1,20% (15/11); 1,20% (14/11); 1,20% (11/11); 1,20% (10/11)
- 3 mesi 1,46% (16/11); 1,46% (15/11); 1,46% (14/11); 1,46% (11/11); 1,46% (10/11)
- 6 mesi 1,69% (16/11); 1,69% (15/11); 1,69% (14/11); 1,69% (11/11); 1,69% (10/11)
- 12 mesi 2,02% (16/11); 2,02% (15/11); 2,03% (14/11); 2,03% (11/11); 2,03% (10/11).

Euribor calcolato a 365 giorni:
- 1 mese 1,22% (16/11); 1,22% (15/11); 1,22% (14/11); 1,22% (11/11); 1,22% (10/11)
- 3 mesi 1,48% (16/11); 1,48% (15/11); 1,48% (14/11); 1,48% (11/11); 1,48% (10/11)
- 6 mesi 1,71% (16/11); 1,71% (15/11); 1,71% (14/11); 1,71% (11/11); 1,71% (10/11)
- 12 mesi 2,05% (16/11); 2,05% (15/11); 2,05% (14/11); 2,06% (11/11); 2,06% (10/11).

b) Tasso fisso, Eurirs-IRS:
- 5 anni 1,84% (15/11); 1,87% (14/11); 1,91% (11/11); 1,85% (10/11); 1,84% (9/11)
- 10 anni 2,43% (15/11); 2,47% (14/11); 2,51% (11/11); 2,45% (10/11); 2,40% (9/11)
- 15 anni 2,69% (15/11); 2,75% (14/11); 2,80% (11/11); 2,72% (10/11); 2,66%(9/11)
- 20 anni 2,73% (15/11); 2,79% (14/11); 2,83% (11/11); 2,75% (10/11); 2,68% (9/11)
- 25 anni 2,67% (15/11); 2,74% (14/11); 2,78% (11/11); 2,68% (10/11); 2,62% (9/11)
- 30 anni 2,61% (15/11); 2,68% (14/11); 2,72% (11/11); 2,63% (10/11); 2,55% (9/11).

CONFRONTO con la SETTIMANA PRECEDENTE e il MESE PRECEDENTE

Erika Mainini

(riproduzione riservata)

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3 Responses so far.

  1. David scrive:

    Qualche consiglio sui mutui online? quali bisognerebbe evitare? quali sono i piu’ sicuri?

    Grazie (ottimo articolo!)

    • erika scrive:

      Buongiorno Paolo, la ricerca del mutuo via web può essere avviata su alcuni dei maggiori portali del settore. Ad esempio: mutuionline.it, mutui-internet.it, mutuisupermarket.it. Il primo passo consiste nel confronto delle offerte. La maggior parte degli operatori permettono di confrontare i migliori prodotti per categorie di mutuo e condizioni richieste. Altri broker online, invece, segnalano il finanziamento migliore in base alle richieste, ma non indicano il nome della banca e chiedono i dati del cliente per contattarlo direttamente in un momento successivo.
      A seconda degli accordi tra broker e istituto di credito, l’intermediazione può essere parziale o caratterizzata dal servizio completo. E in quest’ultimo caso i risparmi possono raggiungere anche lo 0,2-0,3% rispetto al prodotto proposto allo sportello. Un mutuo da 150mila euro in 20 anni può costare, quindi, anche 4-5mila euro in meno.
      Oltre alla scelta del tasso, da valutare in base alle proprie condizioni, estrema importanza riveste il TAEG. Il tasso annuo effettivo globale è il parametro guida da verificare nella ricerca del mutuo. Il Taeg ingloba infatti gli interessi e i costi accessori del finanziamento.

      Buona giornata.
      Lo staff di CasaXP

    • erika scrive:

      Spronati dalle vostre domande abbiamo approfondito il tema dei mutui via web e dei possibili risparmi rispetto alle offerte proposte allo sportello. L’OSSERVATORIO MUTUI di questa settimana parla di “Tassi bassi contro spread elevati: soluzioni al caro-mutui, possibilità di rispamio” ( http://www.casaxp.it/news/2011/11/23/tassi-bassi-contro-spread-elevati-soluzioni-al-caro-mutui-possibilita-di-risparmio/ ).

      Staff di CasaXP

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