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Posted by casaXP on marzo - 16 - 2011 0 Comment

Nei rogiti e nei contratti di locazione dovrà essere inserita apposita clausola con la quale acquirente e conduttore dichiarano di aver ricevuto informazioni e documentazioni sulla certificazione energetica dell’edificio. E’ quanto previsto nel nuovo comma 2-ter aggiunto dal Decreto Rinnovabili all’ articolo 6 del D.lgs 192/2005. Operazione necessaria a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione a carico dell’Italia per aver abrogato l’obbligo di consegna della certificazione energetica.

Clausola da inserire
Il comma 2-ter recita quanto segue: “nei contratti di compravendita e locazione di edifici e singole unità immobiliari deve essere inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici”.

Prime indicazioni dal Notariato
In vista dell’entrata in vigore del Decreto Rinnovabili, il Consiglio Nazionale del Notariato, nella seduta dell’11marzo 2011, “ha deliberato di diffondere prime note, per fornire alcune immediate indicazioni operative”. Una trattazione organica verrà invece approfondita dalla Commissione Civilistica.

Le premesse: coordinamento norme statali e regionali
Il coordinatore della Commissione Studi Civilistici, Guido De Rosa, nell’esporre le prime indicazioni giunte dal Notariato, ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra norme statali e regionali previsto in materia. In base all’art.117 Cost. si ricorda che “alle Regioni competono le scelte normative sulla ‘dotazione’ e sulle modalità di formazione della certificazione energetica. Allo Stato è riservata la materia dell’ordinamento civile, e quindi la disciplina dei contratti, della loro forma, del loro contenuto, dei vizi, delle sanzioni”, termine quest’ultimo con cui si allude alla disciplina della nullità e annullabilità.
Riguardo alla fattispecie esaminata, il Notariato puntualizza: “la disposizione statale si espreme in termini di ‘obbligo di consegna’ di una documentazione che deve essere predisposta e redatta secondo la disciplina regionale (ove la disciplina regionale esiste)”.
Nelle fattispecie dove la disciplina regionale esclude l’obbigo di dotazione (edifici neutri come ad esempio box, cantine, autorimesse) “non può sussistere l’obbligo di dotazione e quindi la norma non trova applicazione”.

Tipologia di contratto
Il dettato del nuovo comma 2-ter prende in considerazione i contratti di compravendita e locazione. La norma quindi si applicherà oltre che ai contratti considerati, a quelle fattispecie assimilabili alla compravendita “come la permuta, la vendita di eredità, di quota di eredità e di azienda”.

“Classe G” e Autocertificazione del proprietario
Guido De Rosa della Commissione studi civilistici, ha esposto un’altra questione su cui si è espresso il Notariato ovvero “gli edifici ad alto consumo energetico”.
Nelle Regioni in cui manca la relativa disciplina, per i cosidetti edifici “Classe G” si fa riferimento all’art. 9 dell’allegato “A” al D.M. 26 giugno 2009 che così dispone:
<< Per gli edifici di superficie utile inferiore o uguale a 1000 m2 e ai soli fini di cui al comma 1‐bis, dell’articolo 6, del decreto legislativo, mantenendo la garanzia di una corretta informazione dell’acquirente, il proprietario dell’edificio, consapevole della scadente qualità energetica dell’immobile, può scegliere di ottemperare agli obblighi di legge attraverso una sua dichiarazione in cui afferma che:
‐ l’edificio è di classe energetica G;
‐ i costi per la gestione energetica dell’edificio sono molto alti;
Entro quindici giorni dalla data del rilascio di detta dichiarazione, il proprietario ne trasmette copia alla Regione o Provincia autonoma competente per territorio >>.

L’Autocertificazione sostituisce la certificazione
Considerando la norma sopra citata, il Notariato precisa che “l’Autodichiarazione del proprietario continua ad essere in vigore, completando il quadro normativo. Ciò consente che la certificazione energetica possa essere sostituita dall’Autodichiarazione, contenuta nell’atto notarile o in documento separato”. E aggiunge “ciò garantisce, comunque, come la stessa norma conferma una corretta informazione all’acquirente”.

Impossibilità delle “deroghe consensuali”
Riaguardo alla norma in esame, il Notariato precisa che le parti non possono convenire di dispensare il venditore: “la norma, ovviamente non consente più ‘deroghe consensuali’ alla consegna della documentazione”.

Sanzioni per mancato inserimento clausola
Ultimo punto trattato dal Notariato riguarda “le sanzioni per il mancato inserimento, nel contratto, dell’apposita clausola”.
Sulla delicata questione Guido De Rosa avverte che per fornire risposta esauriente si dovrà attendere l’emissione, nelle prossime settimane, dello studio condotto dalla Commissione Civilistica dell’Uffico Studi.
A riguardo però il Notariato ha dato un primo commento negativo sulla tesi della nullità per il mancato inserimento della clausola. Il Coordinatore De Rosa riporta infatti l’accenno “ad una riflessione critica sulla tesi della nullità, apparsa nei giorni scorsi in alcuni articoli della stampa specializzata, che in base all’art. 1418 c.c. si realizza nei casi in cui la legge non dispone diversamente”.

E.M.

(fonte dati Consiglio Nazionale del Notariato)

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